Geometria di un fantasma

Non sono molti i libri che mi lasciano senza fiato: questo sì.

Vittoria Serena nell’ottobre del 2014 decide di porre fine alla sua vita terrena, a vent’anni. Questa è la storia dei suoi ultimi mesi, raccontata dal suo ragazzo di allora, Alessio. Il libro parte con la loro conoscenza all’università: tempi spensierati, esami e divertimento da studenti. L’amore sboccia in modo naturale, Alessio e Vittoria si rintanano nella loro relazione sempre più profonda e intricata… Ma qualcosa giorno dopo giorno si sfilaccia nell’animo di Serena, e una serie di avventure e imprevisti la accompagnano sempre più dentro al buco della depressione e dei farmaci. Fino all’impensabile finale, che fa male al cuore. 

“Geometria di un fantasma” di Alessio Vendramin (Panda Edizioni) è un libro che colpisce a fondo, e lascia un ricordo indelebile e potente, in una narrazione fluida e davvero meritevole. In più, ci sono molto affezionato, dato che è stato l’ultimo “mio” libro da editore… 😉

Voto: 5/5

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Dentro la gabbia

🔴 Recensione 🔴

Moreno Zanon è un lottatore di MMA, ovvero arti marziali miste. Sta sorseggiando una birra fresca nel suo bar preferito di Marghera quando gli comunicano che suo fratello, in carcere, è stato accoltellato per un debito… Ma Moreno è anche l’amante della moglie di suo fratello, quindi le cose si fanno parecchio complicate. Per ripagare il debito gli viene proposto di entrare in un giro di gare clandestine, con premi in denaro molto più alti…

Moreno tra mille scrupoli accetta, ma lungo la strada scopre che la divisione tra amici e nemici è molto labile, e che le questioni d’amore possono essere fottutamente complicate.

“Dentro la gabbia” è il primo thriller di Stefano Cosmo (Marsilio), ed è un romanzo duro, piacevolissimo e scritto in modo molto scorrevole, nel miglior solco della tradizione “gialla” di Carlotto, suo maestro. Affronta anche in modo innovativo il tema dello sfruttamento dell’immigrazione, dandoci nuovi punti di vista, molto preziosi.

Consigliatissimo per gli amanti del Noir a tinte forti, non vedo l’ora di leggere il secondo! 😉

Voto: 4,7/5

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Il paese dei pendoli

“Il paese dei pendoli”, di Paolo Iasevoli (@edizioninulladie)
Un romanzo molto particolare, ambientato a San Melario, un paese ideale dove le storie apparentemente slegate dei diversi personaggi convergono in un finale magistrale e del tutto inaspettato. Tra odî, maldicenze, pettegolezzi e abitudini secolari, a San Melario si trova di nuovo un “pendolo”, una persona suicida appesa all’albero del parco. Chi è? E perché ha scelto di porre fine alla sua vita?
Un romanzo cupo, dallo stile particolarissimo, e dall’intreccio davvero spettacolare e bellissimo.
Consigliato vivamente.
✏️ Voto: 4,8/5
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Ci sono mani che odorano di buono

Marta abita da sola nel quartiere Cinghio a Parma, e la sua vita non è delle più semplici; ma ha la fortuna di avere dei vicini di condominio davvero speciali. Un giorno d’inverno, guardando fuori dalla finestra, si accorge di una vecchina seduta alla fermata dell’autobus. Che è ferma lì da due-tre ore. Preoccupata che la signora si congeli, scende a chiederle come sta, e se le serve qualcosa. La porterà a casa a scaldarsi. Purtroppo Bina, la povera signora semicongelata, è stata abbandonata da suo nipote Fabio… il quale però non se la passa troppo bene. È stato infatti pestato da una banda di mascalzoni, per via di questioni precedenti, e pensa di rifugiarsi da Genny, una ex prostituta che – alla fine – gli apre la porta del suo appartamento.

Da qui le storie si dividono, con Bina che diventa la “nonna” di Marta a casa, in attesa che arrivi Fabio a prenderla, e quest’ultimo che cerca di rifarsi un’esistenza normale, anche se la sua autostima non è certo delle migliori. Per entrambi però il destino riserva incontri piacevoli (o meno, a volte), in attesa di una risoluzione finale davvero magistrale.

Un libro piacevolissimo, dedicato a chi cerca ancora speranza nei cuori degli uomini: sullo sfondo di un quartiere difficile, l’umanità e la solidarietà avranno la meglio sui momenti perigliosi, anche quando la speranza sembra non avere più dimora quaggiù.

Ho anche conosciuto l’autrice in occasione della sua presentazione nella mia cittadina, e spero di rivederla presto perché è una persona stupenda.

Voto: 4,8/5

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Ci rivediamo lassù

Non avevo letto niente di Pierre Lemaitre, e su consiglio di François Morlupi, che ringrazio, ho provato questo suo libro, probabilmente il più famoso. Si tratta di un romanzo davvero molto bello, l’ho apprezzato tantissimo, e credo che amplierò le letture di questo autore.

Il libro narra la storia di due commilitoni (e il loro comandante) negli ultimi giorni della Prima Guerra Mondiale, quando nell’ultimo attacco sferrato contro il nemico tedesco uno rimane sepolto dentro una buca, mentre l’altro poco dopo averlo fatto sostanzialmente risorgere verrà fatalmente sfigurato da una scheggia di granata.

Da qui inizia l’epopea del dopoguerra, tra la fame, le sofferenze e le mille disavventure dei due amici commilitoni, Albert (il risorto) ed Èdouard (lo sfigurato). Sfruttando le abilità artistiche di Èdouard, i due amici elaborano una colossale truffa ai danni dello Stato Francese, inviando un catalogo di possibili monumenti a ricordo dei caduti, incassando l’anticipo e progettando di scappare con la cassa prima di fondere un solo grammo di bronzo. Nel frattempo il loro capitano sposerà una ricca ereditiera (sorella di Èdouard) e a sua volta cercherà di sfruttare il periodo post-bellico per arraffare più denaro possibile. Ma il destino non sarà sempre sorridente…

Un romanzo tragico, ma con momenti anche molto comici, scritto in modo scorrevole e ridanciano, che analizza le profondità dell’amicizia, dell’amore… e dei meccanismi bislacchi che a volte si possono instaurare nella società. Il finale è spettacolare e inaspettato.

Consigliatissimo, davvero molto bello.

Voto: 4,6/5

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Bookhaul di fine settembre

Bookhaul di fine settembre!

Travolto dalla saggistica, ho deciso di sfogarmi un po’ con la letteratura, mia passione originaria. Perciò ho preso quattro libri a mio avviso molto promettenti:

  • Pierre Lemaitre “Ci rivediamo lassù”, (Oscar Mondadori). Un romanzo che parla di due commilitoni alla fine della Prima Guerra Mondiale, una storia di profonda e tenace amicizia. L’ho già cominciato, finora è molto bello. https://amzn.eu/d/aYBNDMs
  • Hanya Yanagihara “Una vita come tante” (Sellerio). Anche qui una storia di amicizia, però ambientata a New York. Un bel mattone di 1100 pagine, l’ho preso per le recensioni adoranti, speriamo bene. https://amzn.eu/d/3cWUQQi
  • Lamberto Rimondini “L’altra storia d’Italia” (Arianna Editrice). In due volumi, si pone l’obiettivo di rileggere in chiave “originale” gli avvenimenti degli ultimi due secoli del nostro Paese. Molto curioso (e molto corposo). https://amzn.eu/d/ce532bJ

Buona lettura a tutti!

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Fottuta campagna

Seguo Arianna Porcelli Safonov da qualche anno, e quando ho scoperto che aveva anche pubblicato due libri sono stato curioso di prenderli. Essendo una comica di grande talento, devo dire che il primo dei due, “Fottuta campagna” (Fazi), non mi ha deluso.

Il testo, di stampo autobiografico, racconta l’avventura che Arianna ha intrapreso quando, anni fa, si è resa conto di essere vittima della DU – Depressione Urbana. Avendo sempre vissuto in grandi città, l’autrice decise (ormai dieci anni fa) di seguire l’impulso verso la terra e affittare un fienile trasformato in appartamento, nell’Oltrepò pavese (zona di cui lei ignorava perfino l’esistenza). Il trasloco, le disavventure del viaggio in automobile con i suoi amati animali dalla Spagna alle colline lombarde, tutto descritto con il tono caratteristico e sferzante di Arianna.

Infine, le disillusioni e la fatica del “vivere nei campi”, che tutto è meno che romantico. La fatica, i vicini (tenetevi sempre buono un vicino con il trattore, che non si sa mai che possa salvarvi tirandovi fuori la macchina da un fosso), le mitiche degustazioni e le esperienze mistiche tipiche della vita agreste sono declinate in una serie di racconti ironici e pittoreschi, fino ad arrivare a comprendere il motivo del titolo “Fottuta campagna”… Chiude il ciclo una raccolta di fauna maschile, e ovviamente poi femminile, dei tipici abitanti del luogo.

Un testo davvero godibile e ridanciano, come da attese (nel capitolo dedicato alla SPA mi sono cappottato dal ridere), e che fa toccare con mano anche la crescita narrativa della protagonista: se all’inizio si hanno più descrizioni salaci ma abbastanza “normali” (se così si può dire), verso la fine del libro la narrazione evolve, e i racconti diventano veri e propri ritratti comici, testimoniando che la lingua è l’unica lama che si affila con l’uso.

Consigliatissimo, non vedo l’ora di leggere il secondo.

Voto: 4,5/5

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Gestire la classe nella pratica didattica

Questa settimana inizierà la scuola, e io provo a studiare il più possibile per non farmi trovare come il ragazzo che, non sapendo nuotare, viene buttato nel lago. “Imparerà”. Prevenire è meglio che affogare, dai.

Così ho avuto la fortuna di imbattermi in “Gestire la classe nella pratica didattica”, di Luigi d’Alonzo (Giunti).

Il libro è strutturato ottimamente in argomenti, e sottosezioni, ognuna con esempi pratici (sia positivi che negativi) e con test di autovalutazione. “Come reagiresti nel caso in cui l’alunno si comportasse così?” Oppure “Nell’esempio citato secondo te l’atteggiamento del docente è stato adeguato oppure no? In cosa si poteva fare di meglio?”

Questo è poi applicato nei più disparati ambiti didattici, dal rapporto personale con gli alunni alla gestione dei “momenti difficili”, dall’efficacia delle proposte didattiche all’utilizzo migliore della prossemica e della gestualità per coinvolgere (e sedare, se del caso) gli alunni in classe.

Un libro che, da novizio, ho trovato molto prezioso, con una grande quantità di suggerimenti pratici, fruibili e che permettono di orientarsi tra i mille dubbi che un neofita si trova ad affrontare. Alla fine del testo vengono affrontate anche le diverse casistiche relative ai Bisogni Educativi Speciali, anche qui con suggerimenti didattici e comportamentali veramente impagabili. Certo, sono consapevole che si tratta di un’infarinatura rispetto all’esperienza, ma devo dire che per chi come me è all’inizio credo sia il migliore supporto trovato finora. Consigliatissimo.

Voto: 5/5.

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Che l’inizio dell’anno scolastico sia il migliore per tutti voi!

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#bookhaul agosto 2024

Eccoci con la lista degli acquisti di questo fine mese, per divertirsi e prepararsi a ciò che avverrà.

Due libri per la #scuola:

“Gestire i comportamenti problematici nella pratica didattica” di Luigi D’Alonzo (Giunti): sto leggendone un altro dello stesso autore e devo dire che mi piace molto, confido che anche questo testo possa darmi suggerimenti indispensabili. https://amzn.eu/d/9LqzqwO

“101 idee per la didattica ludica” di Carlo Carzan e Sonia Scalco (Erickson). Siccome ricordo bene la noia che mi attanagliava in classe, spero di riuscire a debellarla con almeno qualcuno dei suggerimenti contenuti in questo testo. https://amzn.eu/d/49Pw7xd

Due libri di intrattenimento:

“Temporali e tornado” AA.VV. (AlphaTest) Vabbè questa è una malattia mia, è una passione che mi porto dietro da tanti anni. È un “manualone” per appassionati, ricordo che una volta chiesi a mia moglie se avrei potuto portarmi un quaderno per gli esercizi di fisica dell’atmosfera (mi disse di no). Vi saprò dire. https://amzn.eu/d/9M4E0rZ

“Fottuta campagna” di Arianna Porcelli Safonov (Fazi). Lei mi fa impazzire, è una comica di notevole spessore, questo è il primo dei suoi due libri, spero prima o poi di riuscire a vederla dal vivo. https://amzn.eu/d/ewFUp2O

Buone letture a tutti!

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L’età fragile

L’età fragile

Mi sono detto: “Ma vediamo com’è lo Strega di quest’anno, dai”, nella speranza che fosse meglio di quello dell’anno scorso. E in effetti è stato così. “L’età fragile” di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi) è un libro che ha vinto prima il premio Strega “Giovani” (Di Pietrantonio ha 62 anni) e poi anche il Premio Strega vero e proprio.

Partiamo dal titolo: l’età fragile è quella dei vent’anni, all’incirca. I piani narrativi sono due, ed entrambi raccontano proprio di questa età. L’io narrante è quello della madre, Lucia, che si ritrova per casa la figlia, Amanda, tornata da lei dopo l’epoca Covid per aver interrotto sostanzialmente gli studi. Le turbe filiali le ricordano il passato, e Lucia torna indietro ai suoi vent’anni, quando è stata “quasi” coinvolta in un grave fatto di cronaca che ha visto la sua migliore amica vittima di una sparatoria e un tentativo di violenza nel parco della Maiella.

La narrazione è secca, lo stile spigoloso e asciuttissimo, come va di moda ultimamente nei libri “che vanno”. L’introspezione psicologica della protagonista è sempre e comunque negativa, ciò che domina (coerentemente con la narrazione) è la disperazione e la mancanza di prospettiva positiva per il futuro. Unica nota positiva, la chiusura onirica dell’ultimo capitolo… e la folle “uscita” della figlia, che trova una nuova strada, ovviamente non condivisa dai genitori.

Un libro breve, ma iconico, devo dire non indimenticabile, ma con tratti più che lodevoli, soprattutto nella narrazione del “fatto di cronaca”, ispirato liberamente (ma molto ispirato) al vero delitto del Morrone, accaduto nel 1997.

Consigliato: alle madri in apprensione per il futuro delle proprie figlie.

Voto: 4,0/5

Link per l’acquisto: https://amzn.eu/d/2jCNekC

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