“Brevi interviste con uomini schifosi” di David Foster Wallace

 🔴 Recensione 🔴

Ecco, questa è una recensione che non avrei voluto scrivere, o almeno non così: io amo Wallace, ho letto diverse cose sue e, sebbene sia un autore controverso (c’è chi lo odia profondamente), a me di solito piace molto. 

Purtroppo, in questo testo proprio no.

Il libro è una raccolta di racconti, e fin qui ok. Ma a mio avviso il “tema” delle interviste c’è, è vero, ma è molto annacquato.

L’impressione che ho avuto è che questo libro sia una raccolta di “esercizi di stile” a uso e consumo personale dell’autore. Ovvero: come scriverei se dovessi immaginare una scena di profondo e inatteso innamoramento? Come scriverei un dialogo con un uomo dai gusti e dai propositi rivoltanti? Come rendere al meglio un flirt appena accennato durante una chiacchierata al bar?

Cose così, poi raffazzonate su per “creare” un libro da vendere e sfruttare ancora la fama dell’autore. Ma secondo me erano a uso “proprio”, non destinati al pubblico: non ci sono capi né coda, i finali sono tirati via (alcuni molto male), in generale sono immagini che non mi hanno rapito.

Tuttavia un vero plauso va al traduttore Ottavio Fatica, in grado di rendere il testo vivo, ricercato e pulsante in molti tratti.

Voto: 2/5

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Ci sono mani che odorano di buono

Marta abita da sola nel quartiere Cinghio a Parma, e la sua vita non è delle più semplici; ma ha la fortuna di avere dei vicini di condominio davvero speciali. Un giorno d’inverno, guardando fuori dalla finestra, si accorge di una vecchina seduta alla fermata dell’autobus. Che è ferma lì da due-tre ore. Preoccupata che la signora si congeli, scende a chiederle come sta, e se le serve qualcosa. La porterà a casa a scaldarsi. Purtroppo Bina, la povera signora semicongelata, è stata abbandonata da suo nipote Fabio… il quale però non se la passa troppo bene. È stato infatti pestato da una banda di mascalzoni, per via di questioni precedenti, e pensa di rifugiarsi da Genny, una ex prostituta che – alla fine – gli apre la porta del suo appartamento.

Da qui le storie si dividono, con Bina che diventa la “nonna” di Marta a casa, in attesa che arrivi Fabio a prenderla, e quest’ultimo che cerca di rifarsi un’esistenza normale, anche se la sua autostima non è certo delle migliori. Per entrambi però il destino riserva incontri piacevoli (o meno, a volte), in attesa di una risoluzione finale davvero magistrale.

Un libro piacevolissimo, dedicato a chi cerca ancora speranza nei cuori degli uomini: sullo sfondo di un quartiere difficile, l’umanità e la solidarietà avranno la meglio sui momenti perigliosi, anche quando la speranza sembra non avere più dimora quaggiù.

Ho anche conosciuto l’autrice in occasione della sua presentazione nella mia cittadina, e spero di rivederla presto perché è una persona stupenda.

Voto: 4,8/5

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Ci rivediamo lassù

Non avevo letto niente di Pierre Lemaitre, e su consiglio di François Morlupi, che ringrazio, ho provato questo suo libro, probabilmente il più famoso. Si tratta di un romanzo davvero molto bello, l’ho apprezzato tantissimo, e credo che amplierò le letture di questo autore.

Il libro narra la storia di due commilitoni (e il loro comandante) negli ultimi giorni della Prima Guerra Mondiale, quando nell’ultimo attacco sferrato contro il nemico tedesco uno rimane sepolto dentro una buca, mentre l’altro poco dopo averlo fatto sostanzialmente risorgere verrà fatalmente sfigurato da una scheggia di granata.

Da qui inizia l’epopea del dopoguerra, tra la fame, le sofferenze e le mille disavventure dei due amici commilitoni, Albert (il risorto) ed Èdouard (lo sfigurato). Sfruttando le abilità artistiche di Èdouard, i due amici elaborano una colossale truffa ai danni dello Stato Francese, inviando un catalogo di possibili monumenti a ricordo dei caduti, incassando l’anticipo e progettando di scappare con la cassa prima di fondere un solo grammo di bronzo. Nel frattempo il loro capitano sposerà una ricca ereditiera (sorella di Èdouard) e a sua volta cercherà di sfruttare il periodo post-bellico per arraffare più denaro possibile. Ma il destino non sarà sempre sorridente…

Un romanzo tragico, ma con momenti anche molto comici, scritto in modo scorrevole e ridanciano, che analizza le profondità dell’amicizia, dell’amore… e dei meccanismi bislacchi che a volte si possono instaurare nella società. Il finale è spettacolare e inaspettato.

Consigliatissimo, davvero molto bello.

Voto: 4,6/5

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Bookhaul di fine settembre

Bookhaul di fine settembre!

Travolto dalla saggistica, ho deciso di sfogarmi un po’ con la letteratura, mia passione originaria. Perciò ho preso quattro libri a mio avviso molto promettenti:

  • Pierre Lemaitre “Ci rivediamo lassù”, (Oscar Mondadori). Un romanzo che parla di due commilitoni alla fine della Prima Guerra Mondiale, una storia di profonda e tenace amicizia. L’ho già cominciato, finora è molto bello. https://amzn.eu/d/aYBNDMs
  • Hanya Yanagihara “Una vita come tante” (Sellerio). Anche qui una storia di amicizia, però ambientata a New York. Un bel mattone di 1100 pagine, l’ho preso per le recensioni adoranti, speriamo bene. https://amzn.eu/d/3cWUQQi
  • Lamberto Rimondini “L’altra storia d’Italia” (Arianna Editrice). In due volumi, si pone l’obiettivo di rileggere in chiave “originale” gli avvenimenti degli ultimi due secoli del nostro Paese. Molto curioso (e molto corposo). https://amzn.eu/d/ce532bJ

Buona lettura a tutti!

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Il gioco degli opposti

Il gioco degli opposti

È un giallo godibilissimo quello di François Morlupi: “Il gioco degli opposti” (Salani), diegeticamente la seconda avventura del commissario Ansaldi dopo “Formule mortali”. Ambientato tra la Bulgaria (!) e l’Italia, vede come antagonista Alfa e Omega, un oscuro malvagio che programma le sue uccisioni in modo scientifico, e che utilizza ai suoi fini una sorta di setta di fedelissimi. Particolare inquietante: la morte non interviene subito, ma viene prima filmata (e poi messa in diretta) l’agonia, inviando i file attraverso chiavette USB o attraverso dei link agli inquirenti, sfidandoli a salvare la persona in tempo.

Ansaldi viene pertanto coinvolto direttamente da un’improvvisa telefonata da Sofia, che lo getta nel panico assoluto, lui che già di suo non è un tipo esattamente tranquillo.

Protagonista macchiettistico e pacchiano, Ansaldi vive il suo essere commissario come una condanna, tra le sue ansie lavorative e i rimpianti di una vita; per fortuna è supportato dalla sua squadra, composta da altri quattro agenti competenti e che gli vogliono un gran bene. Ogni agente ha la sua vita particolare e caratterizzata, rendendo i personaggi vividi e ai quali ci si affeziona immancabilmente.

Costruito in modo abile nella sua struttura, “Il gioco degli opposti” combina elementi di letteratura gialla molto ben architettati a personaggi quasi caricaturali, altalenando il lettore tra momenti di angoscia per la trama noir ad altri istanti di approfondimento personale, o puro divertimento per le disavventure che Ansaldi vivrà lungo le pagine.

Una lettura consigliata a chi ama il genere e vuole sentire una voce “diversa” del panorama italiano.

Molto consigliato.

Voto: 4,5:5

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