Travolto dalla saggistica, ho deciso di sfogarmi un po’ con la letteratura, mia passione originaria. Perciò ho preso quattro libri a mio avviso molto promettenti:
Pierre Lemaitre “Ci rivediamo lassù”, (Oscar Mondadori). Un romanzo che parla di due commilitoni alla fine della Prima Guerra Mondiale, una storia di profonda e tenace amicizia. L’ho già cominciato, finora è molto bello. https://amzn.eu/d/aYBNDMs
Hanya Yanagihara “Una vita come tante” (Sellerio). Anche qui una storia di amicizia, però ambientata a New York. Un bel mattone di 1100 pagine, l’ho preso per le recensioni adoranti, speriamo bene. https://amzn.eu/d/3cWUQQi
Lamberto Rimondini “L’altra storia d’Italia” (Arianna Editrice). In due volumi, si pone l’obiettivo di rileggere in chiave “originale” gli avvenimenti degli ultimi due secoli del nostro Paese. Molto curioso (e molto corposo). https://amzn.eu/d/ce532bJ
Seguo Arianna Porcelli Safonov da qualche anno, e quando ho scoperto che aveva anche pubblicato due libri sono stato curioso di prenderli. Essendo una comica di grande talento, devo dire che il primo dei due, “Fottuta campagna” (Fazi), non mi ha deluso.
Il testo, di stampo autobiografico, racconta l’avventura che Arianna ha intrapreso quando, anni fa, si è resa conto di essere vittima della DU – Depressione Urbana. Avendo sempre vissuto in grandi città, l’autrice decise (ormai dieci anni fa) di seguire l’impulso verso la terra e affittare un fienile trasformato in appartamento, nell’Oltrepò pavese (zona di cui lei ignorava perfino l’esistenza). Il trasloco, le disavventure del viaggio in automobile con i suoi amati animali dalla Spagna alle colline lombarde, tutto descritto con il tono caratteristico e sferzante di Arianna.
Infine, le disillusioni e la fatica del “vivere nei campi”, che tutto è meno che romantico. La fatica, i vicini (tenetevi sempre buono un vicino con il trattore, che non si sa mai che possa salvarvi tirandovi fuori la macchina da un fosso), le mitiche degustazioni e le esperienze mistiche tipiche della vita agreste sono declinate in una serie di racconti ironici e pittoreschi, fino ad arrivare a comprendere il motivo del titolo “Fottuta campagna”… Chiude il ciclo una raccolta di fauna maschile, e ovviamente poi femminile, dei tipici abitanti del luogo.
Un testo davvero godibile e ridanciano, come da attese (nel capitolo dedicato alla SPA mi sono cappottato dal ridere), e che fa toccare con mano anche la crescita narrativa della protagonista: se all’inizio si hanno più descrizioni salaci ma abbastanza “normali” (se così si può dire), verso la fine del libro la narrazione evolve, e i racconti diventano veri e propri ritratti comici, testimoniando che la lingua è l’unica lama che si affila con l’uso.
Consigliatissimo, non vedo l’ora di leggere il secondo.
Eccoci con la lista degli acquisti di questo fine mese, per divertirsi e prepararsi a ciò che avverrà.
Due libri per la #scuola:
“Gestire i comportamenti problematici nella pratica didattica” di Luigi D’Alonzo (Giunti): sto leggendone un altro dello stesso autore e devo dire che mi piace molto, confido che anche questo testo possa darmi suggerimenti indispensabili. https://amzn.eu/d/9LqzqwO
“101 idee per la didattica ludica” di Carlo Carzan e Sonia Scalco (Erickson). Siccome ricordo bene la noia che mi attanagliava in classe, spero di riuscire a debellarla con almeno qualcuno dei suggerimenti contenuti in questo testo. https://amzn.eu/d/49Pw7xd
Due libri di intrattenimento:
“Temporali e tornado” AA.VV. (AlphaTest) Vabbè questa è una malattia mia, è una passione che mi porto dietro da tanti anni. È un “manualone” per appassionati, ricordo che una volta chiesi a mia moglie se avrei potuto portarmi un quaderno per gli esercizi di fisica dell’atmosfera (mi disse di no). Vi saprò dire. https://amzn.eu/d/9M4E0rZ
“Fottuta campagna” di Arianna Porcelli Safonov (Fazi). Lei mi fa impazzire, è una comica di notevole spessore, questo è il primo dei suoi due libri, spero prima o poi di riuscire a vederla dal vivo. https://amzn.eu/d/ewFUp2O
“La casa sul mare celeste” di T.J. Klune (Mondadori)
Ogni tanto succede che mio figlio legga un libro e, dopo che l’ha finito, me lo presti dicendomi: “Leggilo, se ti va.” Che, tradotto, significa: “Papà, vorrei che tu lo leggessi subito, mi farebbe piacere una tua opinione.”
Leggo sempre tutto quello che mi presta. E così, in questo agosto liquido e impietoso, ho finito “La casa sul mare celeste” di T.J. Klune, edito in Italia da Mondadori, e l’ho trovato molto bello… tranne per un particolare.
La storia è di assoluta fantasia: c’è un ispettore del Dipartimento della Magia Minorile che vigila nei diversi orfanotrofi affinché i bambini siano trattati al meglio. Nel caso in cui questo non succeda, l’istituto viene chiuso e i suoi ospiti ridislocati. Tutto questo in un’anonima e ossessiva routine di lavoro, nella vita dell’ispettore Linus non c’è altro tranne la sua gatta. Finché un giorno viene chiamato dai Supremi Dirigenti e gli viene affidata una sorveglianza diversa e importante: un orfanotrofio (la casa sul mare celeste, appunto) su un’isola in cui sono relegati ragazzi magici… molto diversi dal solito. C’è chi diventa un piccolo cagnolino, chi è un blob liquido che vuole fare il concierge, non manca la gnoma (!) appassionata di giardinaggio. Il direttore è anch’esso un essere magico, e ci sarà un buon motivo per il quale proprio lui, Arthur, è stato messo a capo di questo istituto assolutamente originale. Vi si insegnano il rispetto e l’accettazione di se stessi, e anche l’Anticristo alla fine sembra non essere poi così spaventoso. (Chi vuol leggere la frase su diversi piani di lettura può serenamente farlo). La storia si svolge in modo tenero e rispettoso, cambiando per sempre la vita di Linus… in modo piacevole e del tutto imprevisto. L’intreccio è costruito molto bene e la narrazione scorre fluida; il libro è sicuramente molto bello, gli darei quasi 5 stelle, senonché
+++ ATTENZIONE SPOILER +++ Non leggete le seguenti frasi se non volete rovinarvi il libro!
Ecco, senonché, da adulto e da genitore, non ho gradito molto che gli unici 4 adulti protagonisti del libro solo nelle ultime venti pagine diventino due coppie “moderne” e distanti dalla tradizione… Mi è venuto un grosso dubbio diciamo sull’utilità educativa di questo libro, ma ormai lo si è finito ed è molto piacevole, e viene passato un messaggio in linea con tutto il resto (rispetto della diversità, accettazione di ciò che si è), però magari sono io bacchettone 😀