“Vajont – La cronistoria”, di Davide Serpagli

 🔴 Recensione 🔴

Iniziamo il 2026 con un libro di saggistica che tratta un argomento particolare e un po’ di nicchia: la storia della diga del Vajont e il disastro del 9 ottobre 1963.

Il testo è scritto da un appassionato, che ha saputo tradurre su carta la propria passione e i suoi approfondimenti, coinvolgendo in modo splendido il lettore.

La struttura del libro è simile (nonché ispirata, per sua stessa ammissione) allo spettacolo di Marco Paolini. D’altra parte una pièce teatrale ha giocoforza dei limiti di tempo, e non consente di approfondire tanto. Il libro invece consente di ampliare gli argomenti e approfondire le diverse tematiche, in modo chiaro ed esauriente. A partire dall’ideazione della diga, anzi del sistema di dighe di cui il Vajont faceva parte nel progetto, si descrivono in modo accurato le varie fasi di approvazione ed esecuzione, i problemi durante i test di invaso, il disastro, il recupero delle salme, la costruzione del cimitero di Fortogna, la sistemazione della popolazione rimanente, le testimonianze puntuali dei testimoni.

Il tutto scritto in modo godibile e scorrevole: davvero un plauso all’autore, è uno dei testi di riferimento che mi sento di consigliare a chi desidera conoscere meglio ciò che successe quella notte.

Voto: 4,7/5

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“Seppellite il mio cuore a Wounded Knee”, di Dee Brown

🔴 Recensione 🔴

Leggere, e recensire, questo libro lascia un senso di desolazione e rassegnazione.

Ricordo da bambino (fa molto boomer, lo so) quando guardavo “Furia, cavallo del west”. All’epoca mi piacevano l’avventura, gli spari, i duelli con le pistole e gli assalti alle diligenze. Invariabilmente vincevano i cowboy contro quelle accozzaglie di indiani che ululavano ma alla fine perdevano sempre.

Ecco, noi la storia l’abbiamo sempre sentita raccontare dai vincitori.

In questo libro no: sentiamo invece l’altra campana, quella di chi ha perso. 

Gli indiani d’America hanno perso tutto: le loro terre, il loro bestiame, molti la vita stessa. E tutti hanno perso le tradizioni, e la libertà, essendo costretti a vivere nelle riserve, flagellati da malattie prima sconosciute (tra cui l’alcolismo).

Le diverse tribù indiane dominavano terreni sconfinati: essendo meno di mezzo milione in totale, c’era davvero spazio per ognuno. Cacciavano bisonti, coltivavano i loro orti, allevavano cavalli. Finché l’uomo bianco non ha voluto tutto, conquistando fazzoletto di terra dopo fazzoletto, costruendo strade e ferrovie per i pionieri, depredando, truffando e rubando tutto a chi, per secoli, era a casa propria. 

(Ricorda niente?)

Dee Brown ha raccolto le testimonianze degli indiani in modo diretto e indiretto, tramite i verbali delle inchieste e dei processi. Ha poi diviso le testimonianze per tribù e per ordine di massacro (la faccio breve), fino allo sterminio di 3.700.000 bisonti per sconfiggere gli indiani per fame

(Ricorda niente?)

Sono stati imprigionati in riserve dalle quali era loro proibito uscire, sono stati affamati, derisi e truffati. I loro interessi, tradizioni e speranze sono stati calpestati, e buona parte di loro, compresi donne e bambini, sono stati uccisi come nemmeno i cani randagi. Nessun rispetto è stato loro tributato, nessuna pietà, e i loro occhi non hanno più avuto alcuna speranza, arrendendosi a chi aveva armi più efficaci, volontà e determinazione più forti.

Il libro è una preziosa testimonianza delle voci dei perdenti, e ci fa vivere gli ultimi tentativi di resistenza da parte di un popolo destinato a perdere, di fronte a forze troppo grandi per lui.

È un libro molto triste, e non guarderò più i cowboy con gli stessi occhi di prima.

Voto: 4,3/5

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Bookhaul di fine settembre

Bookhaul di fine settembre!

Travolto dalla saggistica, ho deciso di sfogarmi un po’ con la letteratura, mia passione originaria. Perciò ho preso quattro libri a mio avviso molto promettenti:

  • Pierre Lemaitre “Ci rivediamo lassù”, (Oscar Mondadori). Un romanzo che parla di due commilitoni alla fine della Prima Guerra Mondiale, una storia di profonda e tenace amicizia. L’ho già cominciato, finora è molto bello. https://amzn.eu/d/aYBNDMs
  • Hanya Yanagihara “Una vita come tante” (Sellerio). Anche qui una storia di amicizia, però ambientata a New York. Un bel mattone di 1100 pagine, l’ho preso per le recensioni adoranti, speriamo bene. https://amzn.eu/d/3cWUQQi
  • Lamberto Rimondini “L’altra storia d’Italia” (Arianna Editrice). In due volumi, si pone l’obiettivo di rileggere in chiave “originale” gli avvenimenti degli ultimi due secoli del nostro Paese. Molto curioso (e molto corposo). https://amzn.eu/d/ce532bJ

Buona lettura a tutti!

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